La tutela del consumatore è una delle priorità del nostro studio, sia dal punto di vista legale che dell’informazione. In un momento di forte incertezza economica e finanziaria, infatti, si rivela fondamentale conoscere bene le varie dinamiche che regolano la natura del prestito e le sue differenti tipologie, come ad esempio la “cessione del quinto dello stipendio”. Si tratta di una modalità di accesso al credito molto diffusa sia tra i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) che tra i pensionati, in cui però il consumatore è quasi sempre identificato come il soggetto più debole.

A questo si aggiunge che molti di coloro che usufruiscono di tale istituto spesso non sanno (o non sono stati adeguatamente informati) che  è possibile richiedere la restituzione di somme di denaro impropriamente trattenute da banche e intermediari finanziari. Accade di frequente, infatti, che il consumatore decida di estinguere anticipatamente il finanziamento per esigenze di liquidità, rinegoziarlo o allungarne la durata. In tali casi, tuttavia, si riscontra di frequente la prassi, da parte degli istituti di credito, di non restituire al cliente la quota parte degli oneri commissionali e assicurativi non goduti, tra cui:

  1. commissioni bancarie;
  2. commissioni finanziarie;
  3. commissioni di intermediazione;
  4. oneri assicurativi obbligatori, a copertura del rischio di morte o di perdita di impiego.

In caso di mancato ristoro di suddette voci, possono quindi verificarsi alcune criticità. È possibile, ad esempio, che il TAEG pattuito alla stipula del finanziamento si attesti oltre la soglia di usura (nullità della relativa clausola per violazione di norma imperativa di legge ex art. 1418, comma 1, c.c. in relazione all’art. 644 c.p. ed a norma dell’art. 1815 c.c.); che TAEG e TEG realmente applicati siano oltre la soglia di usura al momento di anticipata estinzione del finanziamento o, semplicemente, che risulti un difetto di trasparenza delle condizioni contrattuali e nel rapporto con il cliente.

Nelle ipotesi sopra menzionate, così come in caso di estinzione o rinegoziazione del finanziamento, al consumatore spetta quindi la restituzione degli oneri corrisposti in sede di stipula, in misura proporzionale alla durata residua del rapporto.

Il mio consiglio, quindi, è quello di rivolgersi ad un legale di fiducia o ad un’associazione di tutela dei consumatori per una verifica preliminare della documentazione e il successivo avvio della procedura.

Francesco Panunzi